Meditazione ayurvedica: che cos’è?

Meditazione ayurvedica: che cos'è?

In Occidente la meditazione ayurvedica è praticata come metodo per rilassarsi e ridurre lo stress, ma in realtà come lo yoga ha un significato molto più profondo.

Questa tecnica orientale antichissima si pone l’obiettivo di mettere a riposo la mente, per poter raggiungere stati di coscienza differenti dal normale stato di veglia. Durante questa pratica si è completamente svegli e vigili, solo che la mente è rilassata e focalizzata sulla propria interiorità, e non sugli eventi che si svolgono all’esterno.

Perché la meditazione ayurvedica è così importante?

Perché la meditazione ayurvedica è così importante?

Nelle società occidentali moderne, l’introspezione è una cosa a cui non siamo abituati. Siamo più propensi a focalizzarci sugli altri e su quello che ci circonda, a discapito di noi stessi. Ci viene insegnato come muoverci e comportarci nel mondo, ma non ci viene insegnato come stare fermi e analizzare quello che c’è dentro di noi.

Questa estraneità e mancanza di comprensione di noi stessi, è uno dei motivi per i quali spesso abbiamo difficoltà a relazionarci con gli altri e proviamo una sensazione di delusione e confusione nella nostra vita. La meditazione ayurvedica ha come obiettivo quello di andare oltre la mente per sperimentare la nostra essenza più pura. E’ un modo pratico per calmarci, lasciar andare i pregiudizi e vedere la realtà per com’è.

Questa pratica è in grado di dare sollievo al cervello, rivitalizzandolo, permettere la nascita di nuovi pensieri, favorire un maggior controllo emotivo, allentare la tensione, liberare la mente dalla confusione e dagli impedimenti, migliorare la memoria e altre funzioni del cervello.

Gli studi scientifici

Molti studi hanno messo in evidenza i molti benefici della meditazione ed è emerso quanto sia positivo meditare. E’ importante soprattutto quando ci si trova in situazioni stressanti, in stati di sofferenza o rabbia o in presenza di esperienze paurose e traumatiche.

Catherine Kerr, neuroscienziata della Harward Medical School, fece uno studio che comprovò l’effetto analgesico della meditazione. Scoprì che questa pratica aiuta il cervello nella regolazione del dolore e nelle sensazioni sgradevoli. Ancora oggi ci sono esperti che continuano ad approfondire gli studi sulla meditazione.

Da qualche anno inoltre la meditazione è entrata anche negli ospedali, come coadiuvante: nei trattamenti di controllo del dolore e dell’ansia, nella cura dell’ipertensione e del rallentamento cerebrale.